Il quartiere

Scarpatetti - il cui nome deriva da quello di un’antica famiglia grigione - è senza dubbio il quartiere più caratteristico di Sondrio. Una passeggiata fra l’intrico di viuzze e scalinate di quest’angolo di città, con architetture di pietra a vista e ballatoi in legno, è qualcosa di imperdibile. Si imbocca questo lungo vicolo in salita in Piazza Quadrivio, dietro il Museo Valtellinese di Storia e Arte, e si prosegue respirando un'atmosfera d'altri tempi fino a raggiungere il Castello Masegra, da dove si gode un completo panorama sulla città.

L’Associazione Culturale

Nata nel dicembre 2011, l'associazione ha lo scopo di promuovere eventi e manifestazioni di carattere culturale, artistico o sociale, principalmente nel quartiere di Scarpatetti.

Chi siamo

Alcuni di noi abitano a Scarpatetti, qualcuno ci è nato ma tutti ci viviamo almeno col cuore.

Sostienici

Sostieni l’Associazione sottoscrivendo una tessera annuale con un contributo di 20 euro, con un’offerta libera, diventando sponsor delle iniziative o anche collaborando in prima persona.

ScarpatettiArte

La famosa manifestazione artistica ScarpatettiArte, organizzata ogni mese di luglio nel quartiere, è uno degli eventi più interessanti di Sondrio e richiama annualmente decine di artisti e migliaia di visitatori.

Antonio Boscacci

Written by Silvana on . Posted in Personaggi

Antonio Boscacci

Antonio sul terrazzo della sua casa di Scarpatetti mentre cattura le farfalline del parassita dei gerani “bega” (foto archivio Antonio Boscacci)

Antonio Boscacci, conosciuto soprattutto come alpinista, sci alpinista, scopritore negli anni settanta della mitica val di Mello, come uno dei più forti arrampicatore in aderenza di quegli anni, apprezzato come scrittore di guide di montagna, di articoli sulla storia locale, di romanzi, amato come professore di Matematica e Scienze, è stato una presenza  originale e incisiva nella vita di Sondrio e della Provincia, e viene ricordato dagli amici per la sua generosità, onestà e coerenza e soprattutto per la sua libertà di pensiero alla quale non ha mai rinunciato.

Personalità dall’intelligenza vivace e dotato di uno speciale “carisma” che gli derivava da una pacata autorevolezza e da un modo di fare spontaneo e schietto, Antonio Boscacci ha trasmesso la passione per la montagna a tutte quelle persone che, chi per brevi periodi e chi per anni, ha avuto la fortuna di far parte del gruppo che la domenica mattina, con qualsiasi tempo meteorologico, si dava appuntamento in piazza Quadrivio per la gita domenicale, estate e inverno a piedi o con gli sci.

Ha insegnato ad arrampicare a tanti amici, parlando loro della bellezza del contatto con la roccia e del gioco naturale del corpo che cerca tra i cristalli e le pieghe del granito una linea di salita.

Diceva che bisogna prima di tutto prendere familiarità con la roccia prima di temerla.

Chi andava in montagna con Antonio non aveva mai paura di niente, lui sapeva dare a tutti una grande sicurezza, bastava la sua sola presenza e una parola… è facile, ce la puoi fare… e tutto diventava semplice.

Profondo conoscitore del territorio di tutta la Provincia, ha percorso valli, passi, creste sempre più lontani dai tracciati usuali, alla ricerca di vecchi nuclei abitativi, di alpeggi, di terrazzamenti, di strade militari e mulattiere, ricostruendo quella rete di sentieri e collegamenti che aveva dato vita alla montagna e che la vegetazione poi ha lentamente fagocitato in anni e anni di abbandono.

Aveva una grande ammirazione e un profondo rispetto per la fatica degli uomini e delle donne, contadini e pastori e sempre si stupiva di fronte alle testimonianze della loro presenza in luoghi impervi e fuori dal mondo.

Dotato di grande cultura, Antonio spaziava dalla letteratura, alla politica, alla tecnologia alla storia, all’arte. Aveva un bisogno instancabile di conoscenza. Ha curato mostre fotografiche, riordinando e ridando vita all’archivio fotografico di Alfredo Corti, di Mosè Bartesaghi e di Fernando Fanoni. Ha curato la mostra sulla montagna “Le Alpi Davanti” per il Credito Valtellinese, ha scritto poesie, libri di fiabe, guide di scialpinismo ed escursionismo e, in questi ultimi anni, tre romanzi: Odore di merda, Tutte le vite, La Natüra, una trilogia ambientata nella Sondrio della metà dell’Ottocento.

La sua compagna di vita Luisa Angelici ha pubblicato LIbroblù per Antonio Boscacci che raccoglie le testimonianze e i ricordi degli amici e di tutti coloro che lo hanno conosciuto e stimato.

Antonio Boscacci nasce a Scarpatetti l’11 gennaio 1949 e vi muore il 30 maggio 2012

Il testo che segue compare nel piccolo catalogo di fotografie di Mosè Bartesaghi, che Antonio ha scritto qualche anno fa: “Scarpatetti, storie in bianco e nero”

Sono tanti quelli che conoscono la contrada Scarpatetti a Sondrio: perché un tempo ci passavano per andare a lavorare al cotonificio “Fossati”, oppure hanno studiato nel vecchio liceo Classico o perché adesso frequentano l’Istituto Agrario o sono ospiti del Convitto nazionale oppure ancora, più semplicemente, perché salgono a pagare le imposte all’Agenzia delle Entrate o ci vanno a passeggio quando non sanno cosa fare.
Ma ci sono anche quelli che conoscono Scarpatetti perché lì sono nati o ci abitano e, per loro, non c’è luogo più bello.
È una cosa che viene da dentro e non li lascia mai.
Sono andati a cercare lavoro in Svizzera, in Francia o in Argentina, sono emigrati in Australia, o negli Stati Uniti, sono partiti per il Brasile o per l’Arabia, ma tornano, e quando tornano, raccontano che questo è il luogo che hanno sempre amato e sognato.
Perché le radici le hanno messe qui, conficcate a forza dentro la roccia, e le radici, come si sa, non si spostano.
Un tempo, quando si risaliva la via, si incontrava il murunèe, un vecchissimo gelso, con il tronco diviso a metà dal peso degli anni. La gente che passava, con la pietà che si deve ai vecchi, aspettava ogni anno la fine dell’inverno per vedere se avrebbe ripreso a vivere e gioiva allo spuntare delle prime foglie.
Ora è scomparso e dopo di lui, di tanto in tanto, qualcun altro se ne va.
Senza chiasso.
Per non disturbare.

Associazione Culturale Scarpatetti P.IVA 00949220149 – C.F. 93020170143 IBAN: IT07L0521611010000000017036 Email: info@scarpatetti.it
Sviluppato su Wordpress da Silvana Bassola